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In media in Italia quindici ettari al giorno vengono sottratti alla terra e ricoperti di superfici artificiali.

È quanto emerge dal rapporto dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, Ispra, sul consumo di suolo nostrano.

In totale, l’Istat stima una perdita di suolo nel nostro paese di oltre 52 chilometri quadrati di territorio.

Le aree più colpite si concentrano al Nord Italia, dove la Lombardia, per esempio, pesa da sola per il 13,4% dello sfruttamento di suolo, con oltre 3mila chilometri quadrati strappati alla biodiversità.

D’altra parte, le cose non vanno meglio in Europa, dove l’Italia si classifica solo al sesto posto per il consumo di suolo. Preceduta da Malta (23,7%), Paesi Bassi (12,1%), Belgio (11,4%), Lussemburgo (9,8%) e Germania (7,4%). Sopra la media europea si attestano anche Danimarca, Regno Unito, Francia, Cipro, Portogallo, Repubblica Ceca e Austria.

Il suolo svolge un ruolo di primo piano nel ciclo di sopravvivenza del pianeta, bilanciando i livelli di carbonio nell’aria, proteggendo il pianeta dalla desertificazione, e mitigando gli effetti nefasti dei cambiamenti climatici.

Una normativa che regoli il comportamento umano non può più farsi attendere.

Sono oltre cinque anni che si aggira in Parlamento una legge sul consumo di suolo, ma attraversa le legislature senza approdare mai a nulla di concreto.

In questa legislatura sono state due le proposte di legge: il ddl 86 contenente "Disposizioni per la riduzione del consumo di suolo nonché delega al Governo in materia di rigenerazione delle aree urbane degradate", presentato dalla senatrice Loredana De Petris (Leu); il ddl 164, contenente "Disposizioni per l'arresto del consumo di suolo, di riuso del suolo edificato e per la tutela del paesaggio", presentato dalla senatrice Paola Nugnes (M5s).

E altri se ne sono aggiunti in questi mesi che evidenziano l'indifferibilità delle azioni volte a preservare la terra da ulteriori possibili trasformazioni.

D’altra parte, per quanto importante, l’argomento non compie ancora passi avanti, e le parti sociali sono ancora in attesa di regole chiare per la preservazione del suolo.

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