fbpx


C’è tempo fino al 16 Giugno per versare la prima rata dell'Imposta municipale unica. Il tempo stringe e anche gli agricoltori devono versare l’imputata, ma con importanti esenzioni.

Con IMU si intende l’imposta municipale unica che tutti i possessori di immobili o terreni sono obbligati a versare. Ha subìto diverse modifiche nel corso degli anni e dal 2020 ha assorbito anche la Tasi.

Si tratta di una tassa su terreni e immobili che va a confluire nelle tasche comunali con le seguenti scadenze:

  1. 16 giugno 2021, versamento dell'acconto,
  2. 16 dicembre 2021, saldo.

L’IMU si calcola in maniera differente a seconda che si prendano in oggetto i fabbricati rurali strumentali o i terreni agricoli.

Per calcolare l'Imu sui fabbricati rurali strumentali (rimesse, stalle, serre, fienili, etc.) si parte dalla rendita catastale a cui si applica una rivalutazione fissa del 5% ed un moltiplicatore pari a 65. Il valore risultante è la base imponibile a cui applicare l'aliquota Imu che viene decisa dal comune tra una forchetta che varia dallo 0 all'1 per mille.

Per i terreni agricoli si parte invece dal reddito dominicale a cui si applica un coefficiente di rivalutazione del 25% e un moltiplicatore pari a 135. A questo imponibile si applica l'aliquota deliberata dal comune.

“Gli agricoltori sono interessati al versamento dell'Imu se in possesso di terreni agricoli e fabbricati rurali strumentali”, sottolinea Bagnoli, responsabile area Fisco di Cia - agricoltori italiani. “Ma ci sono importanti esenzioni di recente introduzione”.


I terreni utilizzati per l'agricoltura sono soggetti a due tipologie di esenzione: oggettiva e soggettiva.

La prima riguarda tutti i terreni che sono ubicati nei comuni montani o nelle cosiddette aree svantaggiate. Per questi detentori non è previsto il versamento dell'Imu, a prescindere dal fatto che siano agricoltori o privati cittadini.

L'esenzione soggettiva riguarda invece gli agricoltori professionisti.

Questi soggetti, individuati dal versamento dei contributi previdenziali come agricoltori, non pagano l'Imu indipendentemente da dove sia ubicato il loro terreno.

Dunque, chi paga l'Imu sui terreni agricoli? 

Tutti gli agricoltori hobbisti che possiedono i terreni in aree non montane e non svantaggiate.

E i pensionati del settore agricolo? 

“Dopo anni di scontri con alcune amministrazioni comunali una norma di interpretazione autentica pubblicata ad agosto dello scorso anno ha fatto chiarezza: gli agricoltori iscritti ai fini previdenziali e titolari di pensione che continuano a svolgere attività agricola non devono pagare l'Imu”.

L'Imu (per la componente ex Tasi) si applica anche ai fabbricati rurali strumentali e quindi a rimesse, capannoni, fienili, agriturismi, stalle, serre etc. 

Non si applica invece all'abitazione posseduta dall'agricoltore e utilizzata come prima casa.

I comuni hanno la facoltà di azzerare tale importo e in molte municipalità le amministrazioni locali hanno provveduto a portare a zero l'aliquota.

D’altra parte la pandemia da COVID-19 ha cambiato un po’ le carte in tavola.

Sembra che con il dl Sostegni bis, in discussione in questi giorni, si possa prevedere l'esenzione dal pagamento della rata Imu di giugno per quelle aziende che sono titolate a ricevere il contributo a fondo perduto previsto dal governo. E cioè quelle aziende che hanno subìto una riduzione del fatturato nel 2020 sul 2019 superiore al 30%.

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Continuando la navigazione sul sito, scorrendo la pagina, oppure cliccando sui collegamenti di questo sito, accetti l'utilizzo dei cookies da parte del sito web.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy